“E io pago!” I conti in tasca alla casta

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“E io pago!” I conti in tasca alla casta. Volete sapere quanto guadagnano i nostri parlamentari?
E di quanti altri privilegi godono, tipo liquidazioni da favola, pensioni da nababbi, e naturalmente viaggi gratis su tutta la rete nazionale, per terra, per cielo e per mare?
La risposta la trovate nel libro “E io pago. I conti in tasca alla casta” di Giuseppe Pozzi, edito da DMedia Group. Ci sono gli stipendi e i redditi di tutti i parlamentari, i bonus di ministri e sottosegretari, rimborsi spesa ed esenzioni varie di deputati e senatori. E ci sono pure compensi e benefici di consiglieri e assessori di tutte le regioni italiane, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia. Oltre agli stipendi da capogiro, l’indagine analizza i numerosi privilegi di cui ancora oggi godono, dalle auto blu alle scorte sempre più numerose, dallo scandaloso vitalizio che solo i politici si possono permettere ai doppi incarichi che molti di loro continuano ad esercitare nonostante vengano pagati profumatamente.
A questo proposito, basta dare un’occhiata ai redditi dei parlamentari, che il libro documenta uno per uno, per rendersene conto. Almeno fossero degli stakanovisti! “E io pago”, invece, prova come i ritmi di lavoro dei nostri politici non siano sicuramente da catena di montaggio: praticamente una media di tre ore al giorno tolte tutte le festività e le ferie.
Per non dire delle proposte di legge che tirano fuori: dall’istituzione dell’albo dei consulenti filosofici al museo del gorgonzola…
Interessantissimi, poi, sono i calcoli sui milioni di euro ancora oggi incassati dai partiti nonostante nell’aprile 1993, all’indomani di Tangentopoli, gli italiani avessero chiaramente detto di non volerli più finanziare: il referendum proposto dai radicali ottenne oltre il 90,3% dei consensi in una consultazione partecipata dal 77% degli aventi diritto al voto. Con una serie di normative e incrementi di contributi sotto la voce “spese per le elezioni”, i partiti hanno continuato a incassare: e sempre più di quanto spendevano. Ecco alcuni numeri che ci danno il peso di questa indecenza: per le ultime elezioni politiche, a fronte di una spesa di 136 milioni, sono stati assegnati ai partiti oltre 503 milioni di euro!
E questo è solo uno degli scandali della nostra classe politica che il libro svela e che invece i nostri parlamentari vorrebbero tenere nascosti. Pensate che il senatore del Pd Pietro Ichino, per dare maggiore visibilità ai redditi e ai patrimoni dei parlamentari, ha presentato il 17 dicembre 2008 un disegno di legge dal titolo “Disposizioni per la trasparenza degli interessi personali dei titolari di cariche di governo o elettive o di cariche direttive in alcuni enti, e per la pubblicità della loro situazione reddituale e patrimoniale”. Sapete che fine ha fatto? Giace fermo dal 4 febbraio 2009 alla Commissione Affari costituzionali, il giorno in cui le è stato assegnato… Alla faccia della trasparenza!

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