Lago Gerundo

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COD: 9788879553780 Categoria: Editore:

Descrizione

Nel cuore della Lombardia, a cavallo tra le attuali province di Milano, Bergamo, Cremona e Lodi, esisteva anticamente un lago chiamato Gerundo, la cui “presenza” si può scorgere ancora oggi nella conformazione di un territorio indissolubilmente legato all’acqua e costellato da fiumi, canali e fontanili. Nel corso dei secoli quel grande specchio d’acqua, paludoso e inospitale, venne bonificato dall’uomo: ci provarono inizialmente i Romani, ma la vera svolta si ebbe grazie al lavoro dei monaci, benedettini e cistercensi, e anche la natura contribuì all’inevitabile prosciugamento del Gerundo. Oggi dell’antico lago restano le sponde, a tratti ancora evidenti, ma anche isole e promontori sui quali vennero fondate le città di Crema e Lodi, così come diverse piroghe monossili giunte fino a noi, oltre a decine di riferimenti nella toponomastica locale. Questo libro ripercorre la travagliata storia del lago che non c’è più e il cui territorio fu teatro di epici scontri, come la battaglia di Agnadello. Ma quella del Gerundo è una storia che si mescola alla leggenda. Proprio come il Loch Ness, anche il grande lago lombardo ospitava infatti un mostro: si chiamava Tarantasioe la sua uccisione è stata tramandata in molteplici tradizioni. Secondo la più nota il mostro, che aveva le fattezze di una grossa biscia, venne ucciso dal capostipite dei V isconti, che inserì poi il Biscione nel simbolo araldico della sua casata.

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